
giovedì 28 aprile 2011
Gioacchino Genchi a Bologna, sabato 30 aprile 2011, ore 14:30-18:30

mercoledì 27 aprile 2011
Gioacchino Genchi a Fermo, venerdì 29 aprile 2011, ore 21:00
Venerdì 29 aprile 2011, alle ore 21:00, a Fermo, nella Sala dei Ritratti, parteciperò all'incontro organizzato dai giovani dell'Italia dei Valori del fermano, con la presentazione del libro "Il caso Genchi: storia di un uomo in balia dello Stato", di Edoardo Montolli, Aliberti editore.Gioacchino Genchi a Ischitella (FG), sabato 7 maggio 2011, ore 19:30
Sabato 7 maggio 2011, alle ore 19:30, a Ischitella (FC), nella Piazzetta San Francesco, parteciperò al convegno sul tema "Da 150 anni … fratelli d'Italia", organizzato dal Giovani Democratici di Ischitella.sabato 23 aprile 2011
Imputato, ma con la stessa dignità
Imputato, ma con la stessa dignitàdi Gioacchino Genchi, dal blog de "il Fatto Quotidiano" di sabato 23 aprile 2011
Alla vigilia della riapertura delle indagini sulle stragi di Capaci e Via d’Amelio, mentre emergevano elementi incrontrovertibili sui depistaggi di Stato che avevo denunciato sin dal lontano 1992, qualcuno doveva impedire che io potessi dare il mio contributo ai magistrati. Ecco l’origine della mia delegittimazione personale e professionale, ad opera di quanti con quelle stragi e su quelle stragi hanno fondato le proprie fortune politiche. E’ proprio nella genesi del partito di Forza Italia e nella nascita della Seconda Repubblica che si colgono gli aspetti più inquietanti delle collusioni e dei depistaggi che hanno sorretto le “trattative” fra lo Stato e la mafia e determinato l’evoluzione della stagione stragista del 1993.
Ecco perché mi hanno delegittimato, nel tentativo – riuscito – di bloccare la mia collaborazione con l’Autorità Giudiziaria. Ci avevano già provato allo stesso modo nel 2004, con attacchi giudiziari e in Parlamento, quando mi stavo occupando delle indagini sulle “Talpe” alla Dda di Palermo e sull’onorevole Cuffaro, dopo avere collaborato alle indagini su Marcello Dell’Utri e su tanti altri politici siciliani collusi con la mafia (Franz Gorgone, Domenico Miceli, ecc.).
L’unica differenza con le vicende di Catanzaro è che grazie alla professionalità dei magistrati di Palermo, tanto “le talpe” alla DDA, che Totò Cuffaro e Marcello Dell’Utri sono stati condannati. A Catanzaro, invece, tutti gli indagati sono stati prosciolti ed ora siamo imputati a Roma io e l’ex pubblico ministero Luigi de Magistris, che conduceva le indagini. Giovedì 28 aprile, alle ore 9, all’aula del Gup del Tribunale di Roma, si terrà l’udienza preliminare. Vi terrò costantemente informati sugli sviluppi del processo. Confermo la mia piena fiducia nella Giustizia e con la stessa dignità con cui per tanti anni mi sono presentato nelle aule di giustizia, mi presenterò per la seconda volta al Tribunale di Roma nella veste di imputato, sicuro di potere dimostrare anche in questo caso la mia innocenza.
Ringrazio in primo luogo mia moglie, i miei familiari ed i tanti, tantissimi amici che mi sono stati vicini in questi anni con affetto e sincera solidarietà e che hanno avuto fiducia in me, al pari di quella che io, con loro, abbiamo nella Giustizia. Ringrazio Marco Travaglio e i giornalisti de il Fatto Quotidiano, che sono stati gli unici a dare delle informazioni vere e puntuali sulla mia vicenda. Altri hanno saputo solo tuonare a sei colonne nelle prime pagine dei giornali sulla mia incriminazione, senza scrivere nemmeno una breve quando sono stato assolto.
Per chi ancora non l’avesse capito, questa è l’ennesima conferma della compromissione col regime dei tanti pennivendoli, alcuni dei quali osano persino spacciarsi come “giornalisti di sinistra”, nel tentativo di dissimulare il portafoglio che riempiono a “destra”. Se il mio sacrificio potrà servire a far riflettere quanti ancora non hanno capito qual è il vero “scandalo” dell’Italia, sono contento di avere patito queste sofferenze. Esposto al ludibrio degli italiani, insultato, indagato, perquisito, destituito dalla Polizia ed ora anche imputato, nonostante il sommarsi delle prime ed ampie assoluzioni.
Con questo spirito io - “il più grande scandalo della storia della Repubblica“ – mi presenterò rispettosamente davanti al mio giudice per farmi processare, con la stessa dignità con la quale nel lontano 1988 ho iniziato la mia collaborazione con la Giustizia a fianco di Giovanni Falcone.
lunedì 18 aprile 2011
giovedì 14 aprile 2011
mercoledì 13 aprile 2011
Accessi abusivi alla SIATEL: Genchi assolto dal GUP di Roma perchè il fatto non sussiste
Alla base delle indagini il rapporto del direttore dell'Agenzia delle Entrate Stefano Crociata e gli accertamenti del Reparto Tecnico del ROS, diretto dal colonnello Pasquale Angelosanto.
A Genchi erano state contestate le attività di accertamento nei processi più importanti degli ultimi anni.
Fra questi l'interrogazione relativa al nominativo del maresciallo del ROS Giorgio Riolo - poi arrestato e condannato dalla Cassazione nel famoso processo alle "Talpe alla DDA di Palermo" - e quella sulla fantomatica Maddalena Carollo, la fantomatica intestataria della scheda GSM coperta fornita all'allora presidente della Regione Siciliana Totò Cuffaro da Francesco Campanella per i contatti riservati con Riolo e Borzacchelli, da cui sono partite le indagini sulle "Talpe".
Genchi, difeso dall'avv. Fabio Repici, ha dimostrato la legittimità di tutti gli accessi alla SIATEL, necessari per l'identificazione dei soggetti poi indagati e condannati per gravissimi reati, dall'omicidio alle strage, dal traffico di stupefacenti alla mafia, dai vari Tribunali e Corti d'Assise che avevano utilizzato le risultanze del suo lavoro quasi in tutta Italia.
Dopo una breve camera di consiglio di pochi minuti e dopo un calvario giudiziario di oltre due anni, il GUP Marina Finiti ha pronunciato la sentenza: assolto perché il fatto non sussiste.
Genchi, al termine dell'udienza, ha dichiarato: "Ormai anche i bambini hanno capito che la montatura del "caso Genchi", dopo le anticipazioni del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi che mi aveva definito il "più grande scandalo della Repubblica", serviva solo a bloccare la mia collaborazione con l'Autorità Giudiziaria nelle più importanti inchieste che si stavano facendo in Italia.
"Nonostante tutto non ho mai perso la mia fiducia nella giustizia. Mi sono presentato davanti al mio giudice e mi sono fatto processare, come loro volevano. La cosa che oggi mi rende più orgoglioso è che anche il pubblico ministero d'udienza (la dr.ssa Maria Cristina Palaia) ha chiesto la mia assoluzione con formula piena."
lunedì 11 aprile 2011
Gioacchino Genchi a Novellara (RE), lunedì 16 maggio 2011, ore 21:00

Coordineranno la serata Milena Saccani Vezzani e Alessandro Baracchi.
venerdì 1 aprile 2011
Gioacchino Genchi a Rende (CS), sabato 16 aprile 2011, ore 18:00
Sabato 16 aprile 2011, alle ore 18:00, a Remde (CS), al Salone della "Casa di Roberta" della Fondazione Roberta Lanzino, in Via Verdi n. 5, parteciperò all'incontro sul tema "Mafia e Stato: verbo o congiunzione?".L'incontro è organizzato dal mio amico avv. Francesco Siciliano, candidato a sindaco di Rende nella lista FLI.
mercoledì 30 marzo 2011
MONREALE Il dibattito sulla mafia non s’ha da fare
Quel dibattito sulla mafia e l'antimafia non s'ha da fare.di Alex Corlazzoli, da "il Fatto Quotidiano" del 30 marzo 2011, pag. 8
A Monreale l'idea di un incontro con il magistrato Franca Imbergamo e il consulente informatico Gioacchino Genchi non è piaciuta tanto da far scattare una chiara intimidazione nei confronti degli organizzatori: i manifesti dell'iniziativa organizzata per venerdì 1 aprile alle 18:30 dal collettivo Arci Link alla Villa Savoia, sono stati stracciati.
Anzi. Una mano ignota, in pieno giorno, ha tagliato dai manifesti i nomi dei relatori e la data. Un messaggio esplicito scattato a pochi giorni dalla serata che vedrà al tavolo non solo il sostituto Procuratore generale presso la Corte d'appello di Caltanissetta, Franca Imbergamo e l'ex vice questore Gioacchino Genchi, ma anche Umberto Di Maggio, coordinatore regionale di Libera Sicilia. Oltre a Anna Bucca, presidente dell'Arci Sicilia e Calogero Parisi, numero uno della cooperativa sociale "Lavoro e non solo", che gestisce un'azienda agricola che lavora dal 2000 su terreni confiscati a Cosa Nostra proprio a Monreale e Corleone.
"Sabato scorso – racconta Tommaso Gullo, presidente di Arci Link – abbiamo affisso i manifesti in città. Nel giro di poche ore ho dovuto rimpiazzarli perché erano stati stracciati.
Il problema è che una volta rimessi non li hanno lasciati stare: in maniera certosina hanno tolto i nomi e i cognomi di tutti i relatori e la data lasciando appeso il resto del manifesto.
Forse danno fastidio proprio quelle persone che abbiamo invitato al nostro dibattito per parlare di luci e ombre di un sistema, quello della mafia e dell'a n t i m a fi a , che cambia anche nella nostra città.
Abbiamo fatto altre manifestazioni nelle scorse settimane, ma mai ci avevano toccato le locandine appese. Non ci faremo comunque intimidire da nessuno.
Venerdì l'incontro ci sarà con gli ospiti che avevamo previsto". I giovani di Link vogliono parlare di Cosa Nostra anche a Monreale, la città dove vive ancora l'arcivescovo Salvatore Cassisa, più volte implicato (e poi assolto) per collusione mafiosa e dove l'onorevole Gaspare Vitrano, arrestato nei giorni scorsi per corruzione, godeva di appoggi elettorali.
Sanno bene che anche all'ombra della cattedrale normanna c'è chi paga il pizzo e agiscono i clan locali.
Un'intimidazione che si registra in un momento particolarmente caldo per Monreale: basti pensare che negli ultimi giorni sono state bruciate cinque automobili e dall'inizio dell'anno sono già dodici gli autoveicoli andati in fiamme.
Gioacchino Genchi a Bassano del Grappa (VI), venerdì 15 aprile 2011, ore 20:30
Venerdì 15 aprile 2011, alle ore 20:30, a Bassano del Grappa (Vicenza), alla sala congressi del Best Western Hotel Palladio di Via Gramsci n. 2, parteciperò all'incontro sul tema "Mani in Pasta nel Bassanese - Collusioni e conflitti di interessi tra politica, economia e criminalità", organizzato da Italia dei Valori.Introdurrà la serata: Gustavo Franchetto.
martedì 29 marzo 2011
Gioacchino Genchi a Ginevra, domenica 10 aprile 2011, ore 18:30

Introduce Manfredi Nulli. Modera Tullio Grassi.
Gioacchino Genchi a Basilea, domenica 10 aprile 2011, ore 10:00

Introduce Manfredi Nulli. Modera Angelo Berardini.
Gioacchino Genchi a Zurigo, sabato 9 aprile 2011, ore 17:30

Introduce Manfredi Nulli. Modera Salvino Reina.
Gioacchino Genchi a Monreale (PA), venerdì 1 aprile 2011, ore 18:30
Venerdì 1° aprile 2011, alle ore 18:30, a Monreale (PA), a Villa Savoia, in Via Benedetto D'Acquisto, parteciperò all'incontro organizzato dal Collettivo ARCI Link sul tema:Tra mafia ed Antomafia
Luci ed ombre di un sistema che cambia
domenica 27 marzo 2011
Gioacchino Genchi a Sciara (PA), domenica 3 aprile 2011, ore 17:00

Domenica 3 aprile 2011, alle ore 17:00, ritorna Gioacchino Genchi al Circolo Cstelreale di Sciara (PA).
In occasione della presentazione del libro "IL CASO GENCHI - Storia di un uomo in balia dello Stato", si è rilevato particolare interesse ed in qualche caso l`entusiasmo dei presenti vuoi per gli interessanti argomenti trattati vuoi per la magnifica esposizione del relatore.
Spontaneamente, come fosse la cosa più logica che potesse succedere, abbiamo proposto di reincontrarci per trattare di argomenti ritenuti molto interessanti e di attualità, tanté che senza particolari indugi e con una immediata unione di intenti, abbiamo individuato l`argomento da trattare e le modalità di conduzione dell`incontro.
Eccoci allora a proporre per domenica 3 Aprile 2011, alle ore 17.00, un nuovo appuntamento con il Dott. Genchi presso la sede del Circolo CASTELREALE, per un incontro-dibattito sul rapporto "Mafia–Stato dal Fascismo ai giorni nostri".
Crediamo non ci siamo molto da aggiungere in relazione al tema che sarà trattato, ma certamente ci sarà tanto da ascoltare e su cui dibattere.
sabato 26 marzo 2011
Toghe Lucane - Parla Gioacchino Genchi: "A volte bisogna saper fare marcia indietro"

Toghe Lucane.
L'intervista all'ex consulente Genchi
Parla Gioacchino Genchi, il superconsulente: "A volte bisogna saper fare marcia indietro"
26/03/2011 POTENZA - «L'unico magistrato di cui nella mia vita mi sono veramente innamorato è mia moglie. Si chiama Tania Hmeljak. Insieme abbiamo un figlio che si chiama Walter».
Mette subito in chiaro una cosa Gioacchino Genchi, il superconsulente delle inchieste 'Toghe lucane' e 'Why not'. Ha lavorato per anni nell'oscurità per le procure di mezza Italia. Luigi De Magistris gli ha regalato la celebrità, ma gli è costata tanto, molto di più di quanto si aspettasse.
Per cominciare la sospensione dal servizio in polizia. Quindi un processo che inizierà lunedì per «lo scandalo più grande della storia della Repubblica». Così l'aveva annunciato nientedimeno che il presidente del Consiglio Berlusconi. Acquisivano, elaboravano e trattavano illecitamente i tabulati telefonici di otto parlamentari della Repubblica senza chiedere l'autorizzazione alle due camere. Poi c'è l'accusa di concorso in abuso di ufficio, perché «agendo tra loro con più azioni esecutive di un medesimo disegno criminoso arrecavano intenzionalmente un danno ingiusto (ai parlamentari, ndr) consistente nella conoscibilità di dati esterni di traffico relativi alle loro comunicazioni». Sentito dal magistrato che ha condotto le indagini, De Magistris ha scaricato le responsabilità sul superconsulente. «Ci tengo poi a far presente - ha dichiarato - che avendo maturato una lunga esperienza come pm mai avrei consapevolmente disposto l'acquisizione dei tabulati di un parlamentare (...) Mi fidavo della professionalità di Genchi e mai avrei potuto sospettare che le utenze indicatemi da lui fossero dei parlamentari». Se c'era stata intesa in sostanza è finita da un bel pezzo, anche perché Genchi racconta tutta un'altra storia, ossia che allora non si sapesse che quei numeri telefonici appartenessero a dei parlamentari, e quando si è scoperto è stato fatto presente al pm (De Magistris) che si è regolato per conto suo.
Quanto all'inchiesta sulle 'Toghe lucane' Genchi tiene a precisare il senso del suo lavoro. «La mia relazione - risponde al Quotidiano - conta di oltre 30.000 pagine, più allegati. Dall'acquisizione e dallo sviluppo dei tabulati, all'analisi dei numerosi cellulari e personal computer in sequestro, all'analisi e dall'incrocio delle intercettazioni telefoniche e delle dichiarazioni fiume dei testi escussi, non ho trovato alcun riscontro - dico nessuno - alle postulazioni accusatorie profilate dal p.m. e dalla polizia giudiziaria».
Non è soltanto una presa di distanza, ma l'inizio di un vero e proprio sfogo.
«Invero gli unici riscontri positivi, da me rilevati e valorizzati, riguardano il possibile uso indebito di un cellulare di servizio (in uso al magistrato di turno) della procura della Repubblica di Potenza, con cui - oltre a numerosissime conversazioni di indubbia finalità privata - erano state eseguite numerose chiamate, in orari e in giorni ben precisi (che rendevano agevole l'individuazione dell'autore), a una numerazione di una hot-line, con l'addebito all'erario di costi sensibili. Verosimilmente doveva trattarsi di una cartomante».
Si tratta dell'accusa che è costata un'indagine per peculato al pm Claudia
De Luca. Per lei Vincenzo Capomolla negli scorsi mesi ha chiesto il rinvio a giudizio ed è in corso un processo a Catanzaro. Genchi risponde anche a un'insinuazione pubblicata dal gip della storica inchiesta sulla scalata Unipol-Bnl, Clementina Forleo, che ha attaccato De Magistris dalle pagine del suo blog di indicibili «compromessi e doppiopesismi», citando un episodio in particolare in cui si intravede una figura che per molti aspetti assomiglia alla sua. «Troppe persone ormai 'sanno' - scrive Clementina Forleo - e anche il suo consulente prima o poi dovrà dar conto di quanto riferitomi il 9 ottobre 2009, nonché della telefonata che verso le ore 10.00 di quel giorno ebbe a fare dal suo cellulare a qualcuno che gli aveva consigliato di 'tagliare' dalla sua opera in fase di pubblicazione il capitolo che trattava di tale insigne personaggio - noto per accompagnarsi con mogli di bancarottieri salvati da sicure condanne da casuali (per carità!) errori di suoi compagni di corrente rimasti impuniti - e delle sue pressioni volte a 'rovinarmi'».
Dato che a fine 2009 di fatto è uscito in libreria 'Il caso Genchi', la domanda non è peregrina. «A proposito delle dichiarazioni di Clementina Forleo e Luigi De Magistris mi sovviene una espressione di Giovanni Falcone che non dimenticherò mai. Un giorno, rientrando dalla Toscana da una trasferta per una indagine su un presunto traffico d'armi su cui indagava un magistrato del luogo, Falcone, commentando il mio scetticismo su quell'indagine (e non solo sull'indagine) mi disse: «Caro Genchi, sono più d'aiuto alla mafia i miei colleghi che pensano di avere vinto il concorso per Dio di quanto non lo sono taluni affiliati, che con i lori errori ci consentono di combatterla».
Purtroppo rilevo che ancora oggi ci sono dei magistrati (ed ex magistrati) che pensano di «avere vinto il concorso per Dio». Per quanto mi riguarda ogni indagine è ricerca della prova e accertamento della verità su una 'notitia criminis' (notizia di reato, ndr). L'indagine non può e non deve essere lo strumento per cercare o creare la 'notitia criminis'. L'indagine è anche fantasia ed è normale che in quell'ambito si possano profilare degli indizi che necessitano di approfondimenti finalizzati alla ricerca della prova. Ecco perché ritengo - sempre come sosteneva Falcone - che la più grande virtù di un investigatore non è quella di non sbagliare mai nel seguire una pista, ma è quella di sapere fare tanti passi indietro di quanti se ne sono fatti in avanti quando ci si accorge di avere sbagliato strada.
Tutto qui».
Leo Amato
giovedì 17 marzo 2011
Gioacchino Genchi a Teramo, lunedì 21 marzo 2011, ore 16:30
Sarà possibile seguire l'evento in diretta streaming su www.19luglio1992.com e www.antimafiaduemila.com.
domenica 13 marzo 2011
martedì 8 marzo 2011
Gioacchino Genchi a Milano "In difesa della Costituzione", sabato 12 marzo 2011, ore 15:00

Tutti i partiti d'opposizione sono stati invitati ad aderire.
Saranno chiamati a intervenire esponenti dei movimenti della società civile, del mondo delle professioni, della scuola pubblica, della ricerca, della cultura. Personaggi noti si alterneranno a semplici cittadini attivi nel mondo della scuola e del lavoro. Tra i primi interventi già confermati:
- Dario Fo
- Vincenzo Consolo
- Gioacchino Genchi
- Nando dalla Chiesa
- Salvatore Borsellino
- Guido Scorza
- Jorge Carazas
- Daniele Biacchessi
- Mario Molinari
- Marilisa D'Amico
Se ne aggiungeranno a breve degli altri.
Hanno aderito fino ad ora all'iniziativa:
- Qui Milano Libera
- Rete Scuole
- Movimento delle Agende Rosse
- Popolo Viola Milano
- Libertà e Giustizia Milano
- Arci Milano
- Moto spontaneo di indignazione
- Le Girandole
- Immigrati Autorganizzati
- Comitato Provinciale per l'acqua pubblica
- Libera Milano
- Rete 29 Aprile
- Giuristi Democratici - sezione Milano
E' attiva la pagina facebook dell'iniziativa:
http://www.facebook.com/pages/A-difesa-della-Costituzione-Milano-12-Marzo/185814838121735