giovedì 5 novembre 2009

Roseto Premio Borsellino, Gioacchino Genchi e Leoluca Orlando declinano l’invito

Roseto Premio Borsellino, Gioacchino Genchi e Leoluca Orlando declinano l’invito

Cambio di programma alla quattordicesima edizione del Premio Nazionale Paolo Borsellino che si tiene questa sera alle ore 21,00 a Roseto degli Abruzzi. La presenza prevista di Gioacchino Genchi e quella di Leoluca Orlando è stata declinata dai due. Luca Maggitti garante del Premio

in una sua nota spiega che comunque il Premio va avanti e sempre allle 21,00 alla Villa Comunale di Roseto dopo i saluti del Sindaco ci sarà l’incontro con Aldo Pecora il Portavoce di “Ammazzateci Tutti”.

martedì 3 novembre 2009

XIV Premio Paolo Borsellino: la mia coscienza e la mia coerenza mi impongono di non partecipare ad un evento con Gasparri e Mastella

Caro Leo Nodari,
innanzitutto consentimi di esprimerti tutta la mia solidarietà per la vile aggressione di cui sei stato vittima. Simili episodi di squadrismo si commentano da soli e fanno molto riflettere su chi, effettivamente, li ha voluti determinare.
Non a caso tutto è accaduto in concomitanza con la partecipazione al XIV Premio Paolo Borsellino del sen. Maurizio Gasparri, di cui sconoscevo l’invito all’evento.
Proprio alla luce delle gravi affermazioni del sen. Gasparri – offensive della verità e della memoria di Paolo Borsellino – ho maturato la determinazione di non partecipare agli incontri previsti a Roseto, a Giulianova e a Teramo, per i giorni 5 e 6 novembre, nell’ambito delle manifestazioni del “Premio”.
Ti ringrazio ancora per la cortesia che hai avuto nell’invitarmi e nell’insistere affinché io partecipassi, come ringrazio le amministrazioni e gli altri organizzatori.
La mia coerenza di uomo e di servitore dello Stato, il rigore che ho sempre imposto a tutte le mie scelte di vita e professionali, oltre alla determinazione con cui ho sempre rifiutato compromessi con chi fa dileggio della Verità, mi impongono di non partecipare ad un evento al quale ha preso parte uno come Gasparri ed a cui avrebbe dovuto presenziare – come ho pure appreso solo ieri – finanche Clemente Mastella.
Dopo la vile speculazione politica che Gasparri e il partito di Gasparri hanno fatto di Paolo Borsellino nel 1992, prima che fosse ucciso - votandolo come Presidente della Repubblica (sapendo che mai sarebbe stato eletto!), al solo di fine di delegittimarlo nella nomina a Procuratore Nazionale Antimafia, che in molti davano per scontata dopo la strage di Capaci e prima di quel voto – le affermazioni di ieri del sen. Gasparri concludono il ciclo della strumentale pantomima con cui in tanti, anzi in troppi, impediscono la ricerca e l’affermazione della verità sulla strage di Via D’Amelio, nelle cui Verità negate si fondano le origini della seconda Repubblica. A queste considerazioni, su cui molto ci sarebbe ancora da dire, si aggiunge il dileggio che dal proscenio del XIV Premio Paolo Borsellino il sen. Gasparri ha potuto fare del mio amico Salvatore Borsellino.
Orbene, caro Leo, dopo l’assassinio di Paolo Borsellino e dopo le mistificazioni, le strumentalizzazioni e i depistaggi che per 17 anni hanno celato la “Verità” sulla strage di Via d’Amelio, la voce e il ruolo di Salvatore Borsellino rappresentano per me, per tanti giovani come per tanti, tantissimi, italiani onesti, l’unica speranza di Giustizia, che è anche una speranza di Libertà, per questa martoriata Italia.
Ecco perché, caro Leo, al solo pensiero di trovarmi dalla parte di chi ha consentito a Gasparri di dire quello che ha detto su Paolo Borsellino e su Salvatore Borsellino, la mia coscienza si ribella e, con sommo rammarico per te e gli altri amici, mi impone di restarmene a casa.
Spero solo vorrai capirmi.
Con affetto e solidarietà
Gioacchino Genchi

lunedì 2 novembre 2009

Aggiornamento del calendario degli interventi delle prosime settimane

A richiesta dei numerosi amici che mi scrivono, riepilogo il calendario degli incontri a cui parteciperò nelle prossime settimane, sui temi della giustizia, della legalità e dell'informazione, in attesa dell'uscita del libro …:

"Le stragi del 1992-93 e i rapporti tra Mafia e Stato" - 14-11-2009, ore 17,00, Londra

Il 14 novembre 2009 (sabato), alle ore 17,00, presso l'UCL University di Londra (Gower Street WC1E 6BT), parteciperò con Salvatore Borsellino al convegno dal titolo "Le stragi del 1992-93 e i rapporti tra Mafia e Stato".

"In corso di programmazione" - 18-11-2009, Pedace (CS)

"In corso di programmazione" - 19-11-2009, San Giovanni in Fiore (CS)

"In corso di programmazione" - 20-11-2009, Cosenza

"In corso di programmazione" - 21-11-2009, Bari

"Legalità e Giustizia" - 23-11-2009, San Marco in Lamis (FG)

Il 23 novembre 2009 (lunedì), presso la Sala Teatro dell'Istituto "Pietro Giannone" di San Marco in Lamis (FG), parteciperò con Salvatore Borsellino e Clementina Forleo, all'incontro organizzato dagli Amici di Beppe Grillo del Gargano sul tema"Legalità e Giustizia".

"In corso di programmazione" - 25-11-2009, Fermo

"In corso di programmazione" - 26-11-2009, Bologna

"Quale Italia?" - 27-11-2009, ore 20,30, Padova

Il 27 novembre 2009 (venerdì), alle ore 20,30, presso la Sala Convegni comunale "Fornace Carotta" di Padova, in Via Siracusa, 61 (quartiere Sacra Famiglia), parteciperò con Armando Della Bella, Sandro Bianda, Oliviero Beha, Antonio Laudati ed Elio Veltri, all'incontro organizzato dall'Associazione Cittadini Attivi sul tema"Criminalità, mafia, antimafia, finanza, colletti bianchi, intercettazioni, lobby, potere politico, golpe bianco, nuovi mostri, informazione truccata: QUALE ITALIA?".



"E' ora di fare i conti con la storia. Con verità distorte non si può costruire futuro" – Enna, 01-12-2009, ore 18,00

L'1 dicembre 2009 (martedì), alle ore 18,00, presso la Sala Cerere di Enna, parteciperò con Salvatore Borsellino, Marcello Immordino e Armando Sorrentino, all'incontro organizzato dall'Associazione Antimafia&Antiraket Fuori dal Coro, sul tema "E' ora di fare i conti con la storia. Con verità distorte non si può costruire futuro".

"In corso di programmazione" – 03-12-2009, ore 20,30, Pieve Emanuele (MI)

"In corso di programmazione" – 04-12-2009, ore 19,30, Brescia

"In corso di programmazione" - 05-12-2009, Pordenone

"In corso di programmazione" - 06-12-2009, ore 21,00, Cervignano (UD)

"In corso di programmazione" - 07-12-2009, ore 21,00, Udine

"In corso di programmazione" - 12-12-2009, Palermo

"In corso di programmazione" - 17-12-2009, Campofelice di Roccella (PA)

"In corso di programmazione" - 18-12-2009, Sciacca (AG)

"In corso di programmazione" - 19-12-2009, Caltagirone (CT)

"In corso di programmazione" - 08-01-2010, Montegranaro (Fermo)

"In corso di programmazione" - 15-01-2010, Genova

"In corso di programmazione" - 16-01-2010, (Premio Livatino)

"In corso di programmazione" - 22-01-2010, Margherita di Savoia (BA)

"In corso di programmazione" - 05-02-2010, Tivoli

"In corso di programmazione" - 20-02-2010, Maiolati Spintoni (AN)

... si aggiungeranno altri eventi …, che aggiornerò nello stesso post…

"E’ ora di fare i conti con la storia. Con verità distorte non si può costruire futuro” – Enna, 01-12-2009, ore 18,00

"E' ora di fare i conti con la storia. Con verità distorte non si può costruire futuro" – Enna, 01-12-2009, ore 18,00

L'1 dicembre 2009 (martedì), alle ore 18,00, presso la Sala Cerere di Enna, parteciperò con Salvatore Borsellino, Marcello Immordino e Armando Sorrentino, all'incontro organizzato dall'Associazione Antimafia&Antiraket Fuori dal Coro, sul tema "E' ora di fare i conti con la storia. Con verità distorte non si può costruire futuro".

"Legalità e Giustizia" - 23-11-2009, San Marco in Lamis (FG)

"Legalità e Giustizia" - 23-11-2009, San Marco in Lamis (FG)

Il 23 novembre 2009 (lunedì), presso la Sala Teatro dell'Istituto "Pietro Giannone" di San Marco in Lamis (FG), parteciperò con Salvatore Borsellino e Clementina Forleo, all'incontro organizzato dagli Amici di Beppe Grillo del Gargano sul tema"Legalità e Giustizia".

http://www.sanmarcoinlamis.eu/notizie/eventi-e-spettacolo/314-san-marco-in-lamis-importante-convegno-su-giustizia-e-legalita

"Quale Italia?" - 27-11-2009, ore 20,30, Padova


"Quale Italia?" - 27-11-2009, ore 20,30, Padova


Il 27 novembre 2009 (venerdì), alle ore 20,30, presso la Sala Convegni comunale "Fornace Carotta" di Padova, in Via Siracusa, 61 (quartiere Sacra Famiglia), parteciperò con Armando Della Bella, Sandro Bianda, Oliviero Beha, Antonio Laudati ed Elio Veltri, all'incontro organizzato dall'Associazione Cittadini Attivi sul tema"Criminalità, mafia, antimafia, finanza, colletti bianchi, intercettazioni, lobby, potere politico, golpe bianco, nuovi mostri, informazione truccata: QUALE ITALIA?".

“Chi ha ucciso Paolo Borsellino?” - 06-11-2009, ore 21,00, Giulianova (TE)


"Chi ha ucciso Paolo Borsellino?" - 06-11-2009, ore 21,00, Giulianova (TE)


Il 6 novembre 2009 (venerdì), alle ore 21,00, presso la Sala Convegni Kursaal di Giulianova (Teramo), , nell'ambito della XIV edizione del premio nazionale Paolo Borsellino, parteciperò con Cesare D'Alessandro, Franco Arboretti e Sandro Ruotolo alla manifestazione dal titolo "Chi ha ucciso Paolo Borsellino?".

(HO REVOCATO LA MIA PARTECIPAZIONE ALL'EVENTO. G.G.)

“Chi ha ucciso Paolo Borsellino?” - 06-11-2009, ore 17,30, Teramo


"Chi ha ucciso Paolo Borsellino?" - 06-11-2009, ore 17,30, Teramo


Il 6 novembre 2009 (venerdì), alle ore 17,30, a Piazza Martiri della Libertà di Teramo, nell'ambito della XIV edizione del premio nazionale Paolo Borsellino, parteciperò con Ferdinando Imposimato, Maurizio De Lucia, Tommaso Navarra e Sandro Ruotolo alla manifestazione dal titolo "Chi ha ucciso Paolo Borsellino?". (HO REVOCATO LA MIA PARTECIPAZIONE ALL'EVENTO. G.G.)

“Mafia & Stato: guerra o compromessi? Dal Prefetto Mori a Via D’Amelio” - 05-11-2009, ore 21,00, Roseto (TE)


"Mafia & Stato: guerra o compromessi? Dal Prefetto Mori a Via D'Amelio" - 05-11-2009, ore 21,00, Roseto (TE)


Il 5 novembre 2009 (giovedì), alle ore 21,00, presso la Villa Comunale di Roseto (TE), nell'ambito della XIV edizione del premio nazionale Paolo Borsellino, parteciperò con Leoluca Orlando, Carlo Costantini e Luca Maggitti alla manifestazione dal titolo "Mafia & Stato: guerra o compromessi? Dal Prefetto Mori a Via D'Amelio". (HO REVOCATO LA MIA PARTECIPAZIONE ALL'EVENTO. G.G.)

domenica 1 novembre 2009

"Mafia e politica: verbo o congiunzione?" - 07-11-2009, ore 17,00, Torino


"Mafia e politica: verbo o congiunzione?" - 07-11-2009, ore 17,00, Torino


Il 7 novembre 2009 (sabato), alle ore 17,00, presso la Sala Operti della Parrocchia Redentore di Torino (Corso Siracusa, 213), parteciperò con Salvatore Borsellino, Sonia Alfano e Benny Calasanzio alla manifestazione dal titolo "Mafia e politica: verbo o congiunzione?".

mercoledì 28 ottobre 2009

Fwd: "L'Agenda Rossa di Paolo Borsellino - Le verità nascoste" – Selvazzano Dentro (PD), 29-10-2009, ore 18,00

"L'Agenda Rossa di Paolo Borsellino - Le verità nascoste" – Selvazzano Dentro (PD), 29-10-2009, ore 18,00

Il 29 ottobre 2009 (giovedì), alle ore 18,00, presso l'Auditorium S. Michele di Selvazzano Dentro (PD), parteciperò con Fausto Fanelli (dell'esecutivo del COISP della Polizia di Stato) e Antonino Pipitone (Cordinatore IDV di Padova) alla manifestazione organizzata da Italia dei Valori sul tema "L'Agenda Rossa di Paolo Borsellino – Le verità nascoste".


domenica 25 ottobre 2009

Gioacchino Genchi: l’uomo e il padre


Gioacchino Genchi: l'uomo e il padre

Reset intervista in una lunga chiacchierata, il dott. Gioacchino Genchi, consulente tecnico dell’Autorità Giudiziaria in importanti indagini e processi penali a Palermo, sulla scottante situazione attuale alla luce degli ultimi accadimenti nel nostro paese. Il suo rapporto con il lavoro di funzionario di polizia impegnato nella battaglia per difendere la legalità, il suo ruolo di padre e la reazione della gente, dei giovani, dei cittadini italiani che hanno fatto muro per difenderlo dagli attacchi mediatici e dai poteri forti, che hanno tentato di farlo tacere e screditare il suo lavoro di uomo delle istituzioni alla ricerca della verità.

Speranze di un cattivo magistrato


A pochi giorni dalla sentenza della Sezione Disciplinare del CSM che ha sanzionato me e il collega dott. Verasani con la perdita di anzianità (sei mesi per me e quattro per lui), oltre al trasferimento di sede e funzioni già disposto in via cautelare, vi partecipo di alcune mie riflessioni su questa amara vicenda, che troverete anche pubblicate sul quotidiano IL FATTO di oggi 25 ottobre 2009. Vi ringrazio sempre per il sostegno che mi avete donato in questi mesi. Sotto il testo


La scena finalmente si chiude, cala il sipario nero.
Regista ed attori tirano un respiro di sollievo: ancora un’ottima interpretazione, il pubblico può ritenersi soddisfatto. Giustizia è fatta.
Ma la platea è muta, nessuno plaude.
L’epilogo è paradossale, grottesco.
Due magistrati della Procura della Repubblica di Salerno sono stati severamente puniti dalla Sezione Disciplinare del Consiglio Superiore della Magistratura. Esautorati delle loro funzioni inquirenti, allontanati dalla sede in cui le esercitano. Cassato un pezzo di vita professionale. Ore, giorni, mesi dedicati, in silenzio, con scrupolo, a studiare carte, leggi, sentenze; a scrivere, indagare, nel tentativo di amministrare giustizia. Una Giustizia eguale per tutti.
Tempo sprecato.
I giudici disciplinari, che non avevano mai fatto mistero del proprio convincimento e chiaramente interessati al celere seppellimento della vicenda, possono finalmente veder consacrato il proprio verdetto.

Dunque, ora, non mi resta che prenderne atto: sono ufficialmente inserita nella lista nera dei cattivi magistrati.
Perché, nel legittimo esercizio delle mie funzioni istituzionali, ho osato indagare su altri magistrati -quelli del distretto di Catanzaro- per gravi delitti di corruzione in atti giudiziari, abuso d’ufficio, falso ideologico, omissione in atti d’ufficio, favoreggiamento, calunnia, diffamazione e quant’altro, connessi all’illegale sottrazione al Pubblico Ministero titolare, dott. de Magistris, delle inchieste POSEIDONE e WHY NOT e alla loro successiva disintegrazione.
Ho osato, come era mio obbligo, sequestrare atti e documenti processuali integranti il “corpo” di quei reati. Ho osato perquisire abitazioni e uffici dei magistrati indagati, per ricercare tracce e cose pertinenti ai reati, necessarie al loro accertamento.
Ho osato raccogliere e riscontrare minuziosamente decine e decine di denunce del Pubblico Ministero a cui le inchieste erano state sottratte, reo, anche lui, di aver scoperto il sistema di illecite cointeressenze che domina la gestione del denaro pubblico nel nostro Paese.
Ho osato fare i nomi e i cognomi dei presunti appartenenti a quel sistema e di coloro che, direttamente o indirettamente, ne avrebbero permesso il funzionamento.
Ho osato voler a tutti i costi applicare la legge, senza capire, assai imprudentemente, che nel mio “mestiere” il principio costituzionale dell’eguaglianza dei cittadini dinanzi alla legge non vige così rigorosamente, sempre e per tutti.
Esiste un superiore principio non scritto, di ordine “deontologico”, che è quello dell’Opportunità.
Avrei, cioè, dovuto chiedermi e non l’ho fatto: è proprio opportuno che indaghi il magistrato Tizio, il politico Caio, l’imprenditore Sempronio, il faccendiere Mevio? è proprio necessario perquisirne abitazioni e uffici, sequestrare carte e documenti ?
La risposta è variabile, dipende dalle circostanze. A volte è opportuno e necessario, altre, invece, non lo è.
Perché, mi dicono, la diligenza di un bravo magistrato si misura sulla sua prontezza di riflessi, sulla velocità nell’intuire quando è il caso di poter agire e quando non lo è affatto; sulla sua capacità di interpretare i segnali; di ricorrere a diplomazia e compromessi; di interloquire e persuadere; di attendere che i tempi di indagini lentamente scadano; di saper selezionare e, infine, archiviare.
E la sua correttezza sta nell’evitare di fare i nomi e i cognomi di illustri colleghi, politici, imprenditori, perché, anche quando sembra indispensabile riscontrarne il coinvolgimento, in fondo è una questione di privacy. E chi denuncia potrebbe essere sempre, dietro mentite spoglie, un folle congiuratore, anche se si riscontra che, purtroppo, è sincero.
Merito, dunque, una lezione. Mai eccedere nel perseguire fini di giustizia!
Si spera, per me, che io abbia inteso, una sola volta e per sempre.

Lo ammetto, ignoravo l’esistenza di tali singolari regole “deontologiche”, regole non scritte, sulle quali, pare, debba misurarsi la professionalità del magistrato.
Ma, ad essere seri, qui mi sembra che la vera deontologia non c’entri proprio un bel niente e sarebbe assai dignitoso per la nostra categoria non tirarla neppure in ballo.
Qui, invece, si tratta di capire le ragioni vere per cui tre magistrati della Procura della Repubblica di Salerno, legittimamente e doverosamente impegnati a far luce su un devastante sistema di corruzioni e collusioni giudiziarie, siano stati “fatti fuori” con gli strumenti della nuova legge disciplinare, pagando un prezzo altissimo per la loro autentica indipendenza, politica e associativa.
Si tratta di capire perché, al di là della vergognosa farsa della “guerra tra Procure” (una favoletta che amano raccontare ormai solo a se stessi, dai sicuri effetti tranquillizzanti e catartici) gli organi disciplinari stiano consentendo ad altri magistrati, indagati per gravi fatti di corruzione in atti giudiziari, falso ideologico, abuso d’ufficio, favoreggiamento e quant’altro, e autori anche di illecite attività ai danni dei loro indagatori, di continuare impunemente ad amministrare giustizia nei contesti criminosi oggetto delle indagini della Procura di Salerno.
C’è dunque da chiedersi: quali superiori principi di “deontologia professionale” vigono per costoro? quale eccezionale criterio di ragionevolezza ha indotto i supremi organi disciplinari a non intervenire anche in questo caso con gli strumenti cautelari e a perseverare in tale insensata omissione?
Esistono forse equilibri di poteri -politici, giudiziari, criminali- da dover preservare e che non conosciamo e non possiamo conoscere?
E chi ne sarebbero gli inamovibili garanti? Chi gli “eversori” da punire e cacciare?
Esiste forse un modus operandi, diverso da quello del contrasto aperto e diretto al crimine organizzato di ogni livello, che tende, invece, sottobanco, all’accordo e al compromesso e che serve a salvaguardare occulti sistemi di interessi?
C’è uno sfondo, in questa nostra vicenda, che si finge di non vedere; o forse, semplicemente, fa troppo paura guardare.
Credo, però, che i cittadini della Repubblica Italiana abbiano oggi il diritto di sapere a che gioco stanno giocando gli apparati istituzionali, soprattutto, perché quel gioco baro danneggia la vita di uomini integri, il cui solo scopo è servire lo Stato.
La ricerca della verità sul nostro passato di sangue è un passo fondamentale per comprendere quale sia l’attuale stato delle istituzioni democratiche, come si sia giunti ad esso, quali i meccanismi di reale funzionamento.
Ma occorre anche il coraggio del rinnovamento.
Un rinnovamento al quale la magistratura, che di questo nostro Stato Repubblicano è un pilastro fondamentale, non può restare estranea.
Sono necessarie e urgenti riforme serie che servano non a renderla inerme, ma a conferirle forza di autentica indipendenza dagli inevitabili condizionamenti del potere politico o criminale.
Occorrono soluzioni e strumenti in grado di preservarla anche dal suo interno, liberandola dagli effetti di dipendenza psicologica che, sull’esercizio delle funzioni giudiziarie, può di fatto produrre un’impropria strumentalizzazione dei meccanismi di nomina, promozione, assegnazione di incarichi extra-giudiziari, o per converso, di disciplina, che incidono direttamente sulla vita personale e professionale dei magistrati.
La nostra amara vicenda, che segue quelle di tanti altri colleghi, molti dei quali dimenticati o ignorati, dimostra quanto basso sia il punto in cui versa l’attuale “autogoverno” e quanto distante sia dai nobili intendimenti dei Padri Costituenti.
Un “autogoverno” ormai completamente prigioniero delle logiche di appartenenza e spartizione politica; in cui ruoli amministrativi e giurisdizionali si sovrappongono e si confondono in un tutt’uno; ove la regola dell’imparzialità vale solo per gli altri e il rispetto delle prerogative difensive ha il senso di un optional; ove non esistono più spazi di affermazione e tutela per magistrati davvero liberi e indipendenti, costretti all’isolamento dalla prepotenza degli schieramenti correntizi.
E ancor più forte è divenuto il bisogno, diffusamente avvertito eppur timidamente sussurrato, di un organo “sindacale” nuovo, in grado di assicurare tutela effettiva ai diritti del magistrato in quanto pubblico impiegato, capace di aprirsi ed interloquire con la società civile, per saperne cogliere le problematiche e le reali esigenze; un organo che non necessiti di tesseramenti, autenticamente autonomo e libero da condizionamenti politici, da ambizioni carrieristiche o di potere.
Mi piacerebbe avvertire questo sussulto di rinnovamento, davvero “democratico”, per la nostra categoria.
Mi auguro, da buon cattivo magistrato, che l’assordante e granitico silenzio, in cui si è chiuso l’ordine giudiziario riguardo alla vicenda salernitana, serva almeno alla riflessione.

Gabriella Nuzzi

"Sogni e idee civiche locali, al servizio della libertà”, Carini (PA) 27 ottobre 2009, ore 21

"Sogni e idee civiche locali, al servizio della libertà", Carini (PA) 27 ottobre 2009, ore 21

Il 27 ottobre 2009 (martedì), alle ore 21,00, presso l'auditorium comunale Totuccio Aiello di Carini (Palermo), parteciperò con Sonia Alfano, Luigi de Magistris e Piergiorgio Morosini, all'assemblea cittadina organizzata da "Un sogno per Carini", dal titolo "Sogni e idee civiche locali, al servizio della libertà".


"Borsellino e Genchi a Londra”, 14 novembre 2009, ore 17,00


"Borsellino e Genchi a Londra", 14 novembre 2009, ore 17,00


Il 14 novembre 2009 (sabato), alle ore 17,00, presso l'UCL University di Londra (Gower Street WC1E 6BT), parteciperò con Salvatore Borsellino al convegno dal titolo "Le stragi del 1992-93 e i rapporti tra Mafia e Stato".

sabato 24 ottobre 2009

"Futruro Remoto” – Palermo, 27-10-2009, ore 16,30

"Futruro Remoto" – Palermo, 27-10-2009, ore 16,30

Il 27 ottobre 2009 (martedì), alle ore 16,30, presso l'Aula Magna del Giudice di Pace Penale di Palermo, in Via Donizzetti n. 14 (a 30 m. del Teatro Massimo), parteciperò con Sonia Alfano e Luigi de Magistris (e altri) al convegno "Futuro Remoto – Giustizia fra esternalizzazione, precariato e rischi legati alla sicurezza della gestione informatica", organizzato dal Comitao informatici ATU della Giustizia.

 

 

INTERVENTI:

On. Dott. Luigi De Magistris Eurodeputato ­On. Sonia Alfano Eurodeputato ­Dott. Gioacchino Genchi Consulente informatico uffici Giudiziari ­Dott.ssa Lidia Undiemi Dottoranda di ricerca dell'università di Palermo ­Caterina Tusa FP­CGIL Sicilia ­Eugenio Sasso FIOM REGIONALE CGIL ­Marco Caselli Testimonianze lavoratori ATU – EUTELIA ­Matteo Terzo Testimonianza lavoratori Stenotipia

 

 

L'attuale politica di esternalizzazione dei servizi informatici attuata dal ministero della Giustizia pone rilevanti questioni di interesse ge­nerale, che sostanzialmente ruotano attorno alla vicenda dei lavora­tori addetti all'assistenza informatica presso gli uffici giudiziari, la cui precarizzazione dura ormai da più di dieci anni a causa delle prece­denti strategie di outsourcing. Questo «giro d'affari» ha comportato la perdita del posto di la­voro di migliaia di tecnici informatici che per anni hanno prestato servizio presso i tribunali di tutta Italia. A breve stessa sorte toc­cherà a centinaia di lavoratori ancora in servizio. Nell'ottica della salvaguardia dell'attività giudiziaria, si consideri che un inevitabile effetto di tale politica è il coinvolgimento dei privati nella gestione dei dati giudiziari.

Da una prima analisi dei bandi di gara e dei contratti quadro stipu­lati fra il ministero della Giustizia e i privati pare, infatti, che non emergano specifiche, chiare ed adeguate garanzie circa i sistemi di sicurezza e l'attribuzione di responsabilità nei casi di violazione dei sistemi informatici oggetto di terziarizzazione. Occorre riflettere sul fatto che l' affidamento a fornitori esterni di determinati servizi pubblici implica che il cittadino, nei casi di cat­tiva amministrazione dell'attività esternalizzata, possa solo rivalersi nei confronti del privato. In altri termini, il rapporto pubblica am­ministrazione­cittadino si trasforma in un rapporto fra privati, con la conseguenza che la gestione della cosa pubblica segue prevalen­temente, se non addirittura esclusivamente, mere logiche di mercato. In questa direzione, si potrebbe infine prendere in considerazione l'eventuale esistenza di incompatibilità tra tale politica di outsour­cing ed alcune disposizioni di legge. Fra queste: ­la normativa in materia di protezione dei dati personali (d.lgs. n. 196/2003), specie in riferimento ai trattamenti in ambito giudiziario; ­il Codice dell'amministrazione digitale (d.lgs. n. 82/2005); ­il Testo unico sugli appalti pubblici (d.lgs. n. 163/2006).

"L'Agenda Rossa di Paolo Borsellino - Le verità nascoste" – Padova, 29-10-2009, ore 20,45

"L'Agenda Rossa di Paolo Borsellino - Le verità nascoste" – Padova, 29-10-2009, ore 20,45

Il 29 ottobre 2009 (giovedì), alle ore 20,45, presso la Sala comunale Diego Valeri (Zona FF/SS Boschetti) di Padova, parteciperò con Salvatore Borsellino alla manifestazione organizzata da Italia dei Valori di Padova sul tema "L'Agenda Rossa di Paolo Borsellino – Le verità nascoste".


mercoledì 21 ottobre 2009

Segnalo, al seguente link, la mia intervista di oggi, 21 ottobre 2009, al TG3 Sicilia, sui rapporti di Ciancimino con apparati dello Stato e sulla tra

Segnalo, al seguente link, la mia intervista di oggi, 21 ottobre 2009, al TG3 Sicilia, sui rapporti di Ciancimino con apparati dello Stato e sulla trattativa con Cosa Nostra.

http://www.tgr.rai.it/SITOTG/TGR_popupvideo/1,8506,tgr%5Esicilia,00.html

Mafia/ Genchi: Nel '91 contatti tra Ciancimino Jr e governo

Mafia/ Genchi: Nel '91 contatti tra Ciancimino Jr e governo

*Mafia/ Genchi: Nel '91 contatti tra Ciancimino Jr e governo *Mafia/ Genchi: Nel '91 contatti tra Ciancimino Jr e governo Nel 'festival degli smemorati' qualcuno ricorderà presto Palermo, 21 ott. (Apcom) - "Noi nell'indagine mafia e appalti, partendo dal ritrovamento di una agenda telefonica di un imprenditore arrestato per mafia, Benny D'Agostino, trovammo il numero di cellulare di Massimo Ciancimino segnato come 'Massimo Rolex'". Lo rivela al Tg3 Sicilia il consulente informatico Gioacchino Genchi che in passato si occupò anche delle stragi di Capaci e via D'Amelio. "Dall'analisi dei dati di traffico del 1991, cioè prima delle stragi, sono emersi contatti con utenze riservate della presidenza del Consiglio dei ministri e del ministero dell'Interno e con cellulari e utenze fisse del ministero della Giustizia". Genchi rivela anche che vennero riscontrate "frequentazioni romane che davano il quadro completo dei rapporti, non solo imprenditoriali, politici e affaristici di Ciancimino, ma davano contatti con apparati dello Stato". Per quanto riguarda la presunta trattativa tra Stato e Cosa nostra, Genchi ha sottolineato che "non ha mai riguardato lo Stato nella sua interezza, lo Stato, fortunatamente è un'istituzione sana e non può essere intaccata. Ci sono alcuni soggetti - sostiene - che per fare carriera nel corpo o istituzione di appartenenza o partito politico nel quale militano vengono di volta in volta in contatto con la mafia". A proposito dei ricordi, dopo 17 anni, sopraggiunti a molti protagonisti della vita italiana del 1992, Genchi ha detto che "non c'è da meravigliarsi di questo festival degli smemorati, qualcun altro ancora non ricorda, ma lo ricorderà presto".

Segnalo, al seguente link, la mia intervista di oggi, 21 ottobre 2009, al TG3 Sicilia, sui rapporti di Ciancimino con apparati dello Stato e sulla trattativa con Cosa Nostra.http://www.tgr.rai.it/SITOTG/TGR_popupvideo/1,8506,tgr%5Esicilia,00.html